13) Pascal. Grandezza e miseria dell'uomo .
Ci che negli animali si chiama natura, nell'uomo si chiama
miseria; con questa frase lapidaria Pascal sottolinea la
grandezza dell'uomo in confronto agli altri esseri viventi.
Un'altra frase giustamente famosa  quella riportata nel Pensiero
successivo: L'uomo  solo una canna, ma una canna che pensa.  I
Pensieri sono indicati secondo l'enumerazione data dall'edizione
Serini e dall'edizione Brunschwicg.
B. Pascal, Pensieri S. 370 e 377, B. 409, 347 (pagina 147).

370. La grandezza dell'uomo. La grandezza dell'uomo  cos
evidente che s'inferisce dalla sua stessa miseria. Invero, ci che
negli animali  natura, nell'uomo lo chiamiamo miseria:
riconoscendo cos che, essendo oggi la sua natura simile a quella
degli animali,  decaduto da una natura migliore, che era un tempo
la sua.
Infatti, chi si sente infelice di non essere re, se non un re
spodestato? Forse che Paolo Emilio era considerato infelice,
perch non era pi console? Al contrario, tutti lo stimavano
fortunato di esserlo stato, perch la sua condizione non era di
esserlo sempre. Invece, si giudicava infelicissimo Prseo di non
essere pi re, giacch la sua condizione era di esserlo sempre:
tanto che pareva strano che sopportasse ancora la vita. Chi si
stima disgraziato per aver soltanto una bocca? e chi invece non si
giudicher disgraziato di non avere se non un occhio solo? A
nessuno forse  mai passato per la mente di affliggersi di non
aver tre occhi; ma chi ne  del tutto privo  inconsolabile.

377. L'uomo  solo una canna, la pi fragile della natura; ma una
canna che pensa. Non occorre che l'universo intero si armi per
annientarlo; un vapore, una goccia d'acqua bastano a ucciderlo.
Ma, quand'anche l'universo lo schiacciasse, l'uomo sarebbe pur
sempre pi nobile di quel che lo uccide, perch sa di morire, e la
superiorit che l'universo ha su di lui; mentre l'universo non ne
sa nulla.
Tutta la nostra dignit sta, dunque, nel pensiero. In esso dobbiam
cercare la ragione di elevarci, e non nello spazio e nella durata,
che non potremmo riempire. Lavoriamo, quindi, a  ben pensare: ecco
il principio della morale.
B. Pascal, Pensieri, a cura di P. Serini, Einaudi, Torino, 1967,
pagine 160-163.
